
Salute pubblica e ambiente: l’Azienda Sanitaria evidenzia lacune nella Valutazione di Impatto Sanitario per l’impianto di Bellolampo, supportando le richieste di stop al progetto avanzate da sindacati e ambientalisti.
PALERMO – Il dibattito sulla realizzazione dell’inceneritore a Bellolampo registra un importante passaggio istituzionale. L’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Palermo ha inviato una nota formale all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e all’Ufficio Speciale per la gestione del ciclo dei rifiuti, sollevando riserve sulla Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) allegata al progetto.
I rilievi formulati dall’autorità sanitaria provinciale ricalcano, nei punti chiave, le osservazioni presentate dalle principali sigle ecologiste e sindacali del territorio – Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia.
Le criticità analitiche della Valutazione di Impatto Sanitario
Nelle proprie osservazioni, l’ASP ha sottolineato la necessità di integrare e approfondire le analisi per definire il reale quadro epidemiologico ed espositivo della popolazione. Le principali lacune tecnico-scientifiche evidenziate riguardano:
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Mappatura delle aree limitrofe e soggetti vulnerabili: L’azienda sanitaria ritiene insufficiente una stima generica basata sull’intera popolazione cittadina. Risulta indispensabile calcolare l’esposizione specifica dei residenti nelle zone adiacenti all’impianto e valutare l’impatto sui gruppi più a rischio (bambini, anziani e donne in gravidanza).
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Impatto sulla catena alimentare e sul territorio: La valutazione delle emissioni in atmosfera deve estendersi alle matrici ambientali di suolo, acque superficiali e sotterranee. In un’area caratterizzata da attività agricole e zootecniche, occorre stimare il tasso di deposizione degli inquinanti e il loro potenziale trasferimento nei prodotti alimentari.
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Monitoraggio ante operam ed effetto cumulo: L’ASP richiede una caratterizzazione preventiva dell’attuale livello di inquinamento atmosferico. Tale rilevazione appare fondamentale per comprendere l’effetto cumulativo tra le nuove emissioni dell’impianto e l’impatto già esistente del traffico veicolare dell’area metropolitana di Palermo.
La posizione delle organizzazioni promotrici
Il quadro delineato dall’ASP conferma la concretezza dei dubbi avanzati dal fronte associativo. Secondo i rappresentanti dei cittadini e dei lavoratori, il riscontro tecnico dell’autorità sanitaria dimostra come le perplessità espresse sul progetto non abbiano matrice ideologica, ma poggino su concrete carenze documentali.
“Alla luce dei severi rilievi espressi dalle autorità sanitarie e ambientali, non comprendiamo come il Presidente della Regione non abbia ancora avviato un’inchiesta pubblica per garantire trasparenza e partecipazione alle comunità locali. Chiediamo ufficialmente ai Comuni di Palermo e di Catania di farsi promotori istituzionali di questa richiesta di trasparenza.”
Alla luce di tali rilevazioni, le organizzazioni ribadiscono la richiesta di sospendere l’iter autorizzativo del progetto. L’obiettivo è consentire l’esecuzione di approfondimenti tecnici rigorosi, ritenendo l’attuale documentazione insufficiente per la formulazione di una Valutazione d’impatto sanitario esaustiva.
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