Vertenza Pfizer Catania, ottenuta la proroga al 9 dicembre: «Un ottimo risultato per trattare su reindustrializzazione ed esuberi»

Il Ministero del Lavoro accoglie l’istanza unitaria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Slitta dal 30 ottobre al 9 dicembre la scadenza della procedura ex lege 234/2021. Più tempo per valutare le tre manifestazioni d’interesse e attuare il piano di mitigazione occupazionale per i 330 lavoratori a rischio.

CATANIA – Arriva una boccata d’ossigeno per la vertenza dello stabilimento Pfizer di Catania. Al termine dell’incontro istituzionale tenutosi al Ministero del Lavoro, è stata concessa la proroga al 9 dicembre della procedura avviata ai sensi della legge 234/2021. Il termine, inizialmente fissato per il prossimo 30 ottobre, è stato così posticipato in seguito alla richiesta formale di rinvio avanzata unitamente dalle organizzazioni sindacali di categoria (Cgil, Cisl, Uil e Ugl).

I due binari della trattativa: reindustrializzazione e occupazione

Il differimento dei termini consente alle parti sociali e alle istituzioni di operare senza l’assillo di una scadenza imminente, concentrandosi su due direttrici fondamentali.

Da un lato, prosegue l’analisi approfondita delle manifestazioni d’interesse pervenute da tre diverse società, i cui piani industriali saranno oggetto di attenta valutazione congiunta da parte del Ministero del Lavoro e del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), in linea con quanto stabilito nel precedente tavolo del 20 ottobre.

Dall’altro, il tempo guadagnato permetterà di gestire in modo strutturato l’impatto sul fronte occupazionale. Le procedure di licenziamento avviate coinvolgono attualmente 330 dipendenti su un totale di 540 lavoratori in forza nel sito etneo.

L’accordo quadro e gli strumenti di mitigazione

La decisione del Ministero di accordare il rinvio – accolta favorevolmente anche dalla disponibilità manifestata dall’azienda – ha tenuto conto dell’intenso lavoro già portato avanti dalle sigle sindacali. Lo scorso 15 ottobre, infatti, le organizzazioni avevano sottoscritto a Confindustria Catania un’ipotesi negoziale mirata alla mitigazione dell’impatto sociale.

L’intesa individua diversi strumenti di salvaguardia da verificare ed applicare caso per caso: l’isopensione, gli incentivi all’esodo per i lavoratori che hanno già maturato i requisiti per la pensione, e i percorsi di ricollocazione sia interna che esterna.

La soddisfazione dei sindacati

Con circa un mese e mezzo a disposizione, l’iter punta dritto al traguardo fissato dal Mimit: definire entro il mese di dicembre il piano complessivo di reindustrializzazione del sito e la valutazione dei potenziali acquirenti.

Un risultato accolto con forte unità e soddisfazione dalle segreterie territoriali e regionali:

«Grazie all’ipotesi negoziale sottoscritta dalle nostre sigle siamo riusciti a ottenere una proroga fino al 9 dicembre, così da avere circa un mese e mezzo per negoziare e ridiscutere gli argomenti di interesse», dichiarano congiuntamente i rappresentanti sindacali Jerry Magno (Filctem Cgil), Stefano Costa e Stefano Trimboli (Femca Cisl), Domenico D’Antone e Alfio Avellino (Uiltec Uil), Carmelo Giuffrida (segretario regionale UGL Sicilia) e Angelo Mirabella (Ugl Chimici). «Il Ministero ha ritenuto serie le nostre organizzazioni: questa proroga è un ottimo risultato».

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